LETTERA ALL’AIAP. Mandata oggi.

Buongiorno, scrive un designer che ha partecipato al concorso in oggetto e ha quindi assistito alla colossale beffa ad opera del Comune di Roma con il “prezioso” supporto di figure come il prof. Mario Morcellini. Sono l’autore del tumblr logoroma.tumblr.com che avete citato dando la notizia nel Vs sito.

Ho speso fiumi di parole per questa vicenda e sto cercando di convogliare il dissenso largamente condiviso in una raccolta fondi per affrontare le spese vive di un ricorso supportato dall’Adoc. Quest’ultima si farà carico delle spese legali organizzando una conferenza stampa in occasione della stesura del ricorso e a noi partecipanti è richiesto il pagamento delle “spese vive” che ammontano a 2000€.

Gli stessi legali Adoc, individuate le molteplici irregolarità, sono fiduciosi dell’esito del ricorso e sentono questa battaglia come un dovere che rientra in pieno negli scopi fondativi del sindacato. A questo proposito sto cercando di diffondere ovunque la raccolta fondi che ho organizzato personalmente. Chiunque può partecipare attraverso questo spazio:http://funds.gofundme.com/x0xk (è garantito PayPal dunque sicuro al 100).

Diverse persone hanno gia contirbuito e personalmente ho apprezzato molto i contributi di chi non ha partecipato, segno innegabile della validità di questa causa. Ho deciso di scrivervi ancora perchè abbiamo appena altri 7 giorni (o poco più se riuscirò a temporeggiare con l’avvocato) per raccogliere la somma necessaria a procedere, altrimenti tutto sarà stato vano e ci terremo l’ennesimo logo/porcata a ricordarci ogni giorno che possono tranquillamente metterci i piedi in testa, tanto nessuno alzerà la voce.

Porto avanti questa battaglia da ormai un mese in parallelo con il mio lavoro e vi confesso di aver esaurito tutte le energie.
Confido nell’indiscusso valore, nell’autorevolezza e nella stima che nutro per l’Aiap per una maggiore visibilità all’iniziativa. Inoltre (e questo sarebbe assai apprezzato dalle decine di designer partecipanti) un contributo della stessa Aiap al ricorso non farebbe che confermare con forza la tesi sostenuta da tutti noi, ovvero quella che, in sintesi, vede nel logo vincitore un mancato conseguimento di TUTTI gli obiettivi che sono alla base della progettazione di un logo.

Questo concorso ha raccolto 1103 proposte ed è pieno di anomalie, parola di chi è arrivato 19° e non si è visto nemmeno esporre il proprio lavoro tra i “primi 70”. Il bando è stato letteralmente calpestato dagli stessi organizzatori e credo che la comunità italiana dei designer abbia, prima che il diritto, il DOVERE di rispondere ad una simile offesa alla dignità del nostro amato mestiere e ai cittadini ai quali verrà appioppata un’immagine imbarazzante, soprattutto accostata a quella dei maggiori City Brands mondiali.

Ho scritto a decine di redazioni. Stampa, radio, blog etc. A quanto pare sono tutti pronti a dire “che schifo” ma nessuno vuole esporsi. So bene che non si tratta del primo episodio (basta dire “magic italy”…) ma personalmente detesto l’idea di vivere in un paese di persone rassegnate al brutto, all’approssimativo, all’improvvisato.

Aiutateci a fermare l’avanzata della mediocrità.

Grazie per l’attenzione,

Fabrizio Verrocchi

qui i link utili

raccolta fondi

lettera aperta alla commissione (nessuna risposta ad oggi) 

l’esposizione all’Ara Pacis

1 anno fa 3 note

Roma in un'immagine: RICORSO AL TAR (raccolta fondi)

 

1103 Partecipanti.

Circa 700 persone tra gli iscritti alle tre principali pagine Facebook dedicate.

Un dissenso largamente condiviso e la possibilità - l’UNICA possibilità concreta - di fermare l’avanzata di questo concorso-farsa.

Nel “mondo ideale” basterebbe che i soli partecipanti donassero meno di 2€ a testa, o che i soli iscritti alle pagine Facebook ne donassero 2, per poter disporre dei 2000€ che occorrono a pagare le spese vive (marche da bollo etc.) richieste per il RICORSO AL T.A.R.
Ricorso che - ci tengo a ribadirlo - ha ottime chance di successo viste le molteplici (e palesi) anomalie contestate.

Ma qui non siamo nel mondo ideale dunque molti si fermeranno alle chiacchiere.
Mi rivolgo a quelli che restano. Decine, sicuramente. Mi auguro di più.
Signori, abbiamo una settimana, dieci giorni al massimo, per raccogliere questa somma. Non sono in condizione di dirvi quanti siamo esattamente, dunque non posso chiedervi di donare una somma precisa. Quello che so è che, purtroppo, non c’è tempo per il microcredito. Donazioni di 1, 5, 10 Euro rischiano di essere solo soldi buttati, perchè mai arriveremmo ad una somma utile.
Quindi quello che vi chiedo è una donazione minima di almeno 50 € a testa.
Ovviamente chiunque volesse dare di più è liberissimo di farlo. Inclusi i non partecipanti (che, beninteso, sono esonerati dalla “donazione minima” e possono contribuire anche con 1€.)


Mettiamola così: 100 € a persona e basta essere in 18, per farcela. 18 perchè i primi 200€ versati sono i miei.
18 su 1103. Se non ci sono almeno 18 persone sulle centinaia incontrate online e giustamente furiose per questa storia beh, ogni mia iniziativa, compreso questo tumblr, si rivelerebbe l’ennesima perdita di tempo in un Paese che appare ogni giorno più rassegnato alla mediocrità.

Ho ricevuto mail da alcuni di voi che, pur pronti a contribuire, si ponevano il problema dell’affidabilità di questa iniziativa.
E se non se ne fa nulla?
E se poi il sottoscritto “prende i soldi e scappa”?
Dubbi ragionevoli e condivisibili ma permettetemi due parole:
Sarà grato sin d’ora a quanti di voi mi accorderanno la loro fiducia inviando questo denaro tramite questo servizio. E’ collegato al mio conto PayPal. Non posso fare diversamente poichè qui non c’è un’associazione, un ente o chissà che altro.
Qui c’è solo un cittadino romano, professione art director, che non ne può più di queste buffonate e che sta cercando con tutti i mezzi che ha di porvi fine.
Chi scrive ha due bambini, una famiglia, un lavoro. Se volessi guadagnarmi 2000€ extra, credetemi, potrei farlo con sistemi più allegri e rapidi di questo.

E’ un “salto della fede”, come direbbe qualcuno.

Mi auguro di trovarvi pronti, risoluti e decisi quanto lo sono io. Perchè giunti a questo punto l’esitazione o il ripensamento sarebbero davvero il colpo di grazia.

Un ringraziamento speciale a quanti di voi decideranno di contribuire e, ovviamente, all’Adoc per la disponibilità nel farsi carico delle spese legali, permettendoci così di dover raccogliere una somma alla nostra portata.

Per qualsiasi info contattatemi sulogoroma@gmail.com ma mi raccomando, giunti oltre la metà di ottobre, per i tempi tecnici del ricorso (e del legale che lo seguirà) abbiamo appena UNA SETTIMANA, massimo DIECI GIORNI per raccogliere questa somma.

Va detto che il servizio GoFoundMe, così come PayPal, applica una trattenuta del 5% sulle donazioni. Ma non facciamone un dramma. Se arriviamo a poco meno di 2000 sono disposto a mettere io stesso la somma che manca.

In compenso non è assolutamente necessario avere un conto PayPal per effettuare il versamento. Il servizio infatti accetta tutti i principali circuiti di credito.
Probabilmente in giro c’è anche di meglio, widget etc per raccolte fondi ma non ho tempo per approfondire questa questione. Anzi, nonabbiamo tempo.

Non mi deludete.
Anzi, non deludiamoci.

Vostro,

Fabrizio Verrocchi 

PER IL VOSTRO CONTRIBUTO SEGUITE LE ISTRUZIONI A QUESTO LINK. E’ SEMPLICISSIMO E SICURO AL 100% GARANTITO PAYPAL.

http://funds.gofundme.com/x0xk

PS: C’è bisogno di scriverlo? Ma si, scriviamolo: CONDIVIDETE, DIFFONDETE, FATE RIMBALZARE OVUNQUE. Conto su di voi. Grazie.

1 anno fa

Questo è quanto.

Pochissimi giorni a disposizione e il tempo libero (almeno per quanto mi riguarda) che è sceso drasticamente a zero per motivi ben al di fuori di questa storia.

In ogni caso, dopo un primo colloquio con il presidente e i legali Adoc, seguito da un ulteriore confronto con un avvocato di fiducia, quello che mi appresto a descrivere è l’iter individuato come “migliore” vista la situazione (e i tempi).

Premessa: scusate se darò informazioni che a qualcuno potranno apparire ovvie. Inutile dire che chiunque avesse info aggiuntive, alternative migliori e quant’altro è pregato di farsi avanti immediatamente.

Invio di RICHIESTA FORMALE DI ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI.

Ci tengo a precisare che fare una richiesta del genere è innanzitutto un diritto che spetta per legge a ciascun partecipante.

UPDATE: E’ UN DIRITTO DI CIASCUN CITTADINO, QUINDI CHIUNQUE PUO’ (LEGGI: DEVE) INVIARLA!!!

Ovviamente non ha nulla a che vedere con un ricorso al TAR (vedi sotto) ma è il tipo di richiesta che - se inviata da molti e con le MEDESIME motivazioni - può quantomeno rallentare la procedura in vista degli opportuni controlli. 

Su questa pagina del sito del Comune è possibile scaricare il modulo, da inviare esclusivamente e mezzo raccomandata all’a C.A. Del Dott. Mario Defacqz al seguente indirizzo: Comune di Roma - Dipartimento Comunicazione Istituzionale Ex Dipartimento XVII, Via Tomacelli n°146 - 00186 Roma

Qui i recapiti del Dipartimento in questione.

Seguono le info per compilarlo al meglio.
Questo il testo da inserire alla voce “avere copia dei seguenti documenti”: 

CONCORSO DI IDEE “ROMA IN UN’IMMAGINE”

SI RICHIEDONO I SEGUENTI DOCUMENTI:

  • PROVVEDIMENTO DI NOMINA DELLA COMMISSIONE DI GARA
  • VERBALI DI SEDUTA DI GARA
  • PROVVEDIMENTO PER L’ASSEGNAZIONE DEFINITIVA 
  • PROVVEDIMENTO DI EROGAZIONE SPESA
  • DOCUMENTAZIONE TECNICA E AMMINISTRATIVA RELATIVA AL PROGETTO VINCENTE

Barrare la casella “avere COPIA dei seguenti documenti” e, a vostra discrezione, scegliere se ritirare o ricevere a mezzo posta (in entrambi i casi la produzione dei documenti è a vostre spese come potete vedere dal modulo).

Nel campo: “motivi della richiesta” inserire il seguente testo:

SI RICHIEDE L’ACCESSO AI DOCUMENTI SOPRA CITATI PER COMPLETEZZA DOCUMENTALE AI FINI DI RICORSO AL T.A.R.

NB: Allegare alla richiesta la lettera aperta che ho appositamente scritto, firmandola con il vostro nome, è un buon modo per comunicare il livello di dissenso condiviso e le motivazioni comuni.

In sostanza, può essere utile per far capire a questi gentili signori che abbiamo ben chiari i punti della nostra contestazione e che non esiteremo, qualora non ricevessimo risposta, a procedere immediatamente al ricorso. (Magari correggete gli errori di battitura. Non l’ho ancora fatto. Questo per dare un’idea della questione “tempo libero”…)

Ricordate infine di allegare copia del documento di identità come richiesto.

Conclusione: Visti i costi contenuti e la facilità con cui chiunque può inoltrare questo tipo di richiesta, confido nell’invio da parte di moltissimi partecipanti. Inutile dire che la mia richiesta è partita oggi e che, presa singolarmente, non ha alcun peso.
Insomma, non costa nulla e mai come in questi casi “l’unione fa la forza”.

RICORSO

In base a come il Comune risponderà a quelle richieste (se non sbaglio in base alle nuove norme è previsto un tempo massimo di 10gg per ricevere risposta, poi il cittadino può recarsi dal -ahahah- Difensore Civico…) è prevista la possibilità di presentare ricorso al TAR entro un termine massimo di 60gg (e non 30) dalla pubblicazione ufficiale dei risultati (dunque entro il 15 novembre 2010).

Fin qui tutto bene, se non fosse che, allo stato attuale delle cose, il quadro da affrontare per questo genere di procedura si presenta così: 

-  L’Adoc si offre di raccogliere le domande di ricorso perchè ne condivide le motivazioni. Parole dello stesso Presidente, il logo “offende i cittadini e non rappresenta Roma”. Direi che è abbastanza per capire che sono “dei nostri”.

In caso di ricorso, passare per l’Adoc offre - oltre ai vantaggi ovvi - la possibilità di dare ampia visibilità alla cosa poichè è nelle loro intenzioni organizzare una conferenza stampa.

_______________________________________

AGGIORNAMENTO (19/10/10)

L’ADOC PARTECIPERA’ FACENDOSI CARICO DELL’ONORARIO DELL’AVVOCATO. I PARTECIPANTI SONO DUNQUE INVITATI A RACCOGLIERE LA SOMMA CORRISPONDENTE ALLE “SPESE VIVE” (MARCHE DA BOLLO & CO.) OVVERO 2000€.

RINGRAZIAMO VIVAMENTE L’ADOC PER LA DISPONIBILITA’ E PROCEDIAMO AL RACCOGLIMENTO DI QUESTA SOMMA. MAGGIORI INFORMAZIONI NEL POST DEDICATO.

______________________________________

Personalmente ho dedicato ogni momento del mio (scarso) tempo libero per questa storia e, ad oggi, non ho un’idea chiara di quante persone siano motivate quanto me.

In rete è tutto un “mi piace non mi piace” ma ora bisogna andare oltre le chiacchiere.
Ho bisogno di sapere da VOI chi è pronto ad andare fino in fondo e chi getta la spugna.

Quello che so per certo è che SOLO UN GIUDICE può ordinare una SOSPENSIVA e l’ANNULLAMENTO. Solo un giudice può bloccare l’erogazione del premio.

E sempre solo un giudice, in caso di danni alla professione (e i presuppostiqui ci sono) può disporre un RISARCIMENTO a beneficio di quanti presentino il ricorso.

Insomma, lo scenario migliore che riesco a immaginare (e a detta degli avvocati plausibile, per quanto non frequente) è quello che vede il Comune annullare il concorso alla vista delle tante (ma tante) richieste di accesso agli atti da parte di partecipanti inferociti, sommate alle azioni legali che sta intraprendendo WHY P (Non dimentichiamo tutta la storia dell’attribuzione indebita, che a noi interessa zero ma che - se davvero esistono documenti che provano il deposito del marchio - ha ottime chance di ottenere la sospensiva prima e la vittoria dopo).

L’alternativa è molto semplice: ci teniamo quella porcheria e restiamo in silenzio mentre il mondo ride della capitale con il logo della pizza d’asporto.

Su mille e più partecipanti non riusciamo a trovarne 100 che non hanno intenzione di farsi prendere per il culo?

Non ci credo. Non voglio crederci.

Contattatemi privatamente su logoroma@gmail.com e datemi la vostra adesione con i recapiti, così da incontrarci personalmente.

Nel frattempo, per favore, inviate quella benedetta raccomandata.

Sennò, che dire, teniamoci “la ricca iconografia del capitello e l’eleganza progettuale che lo sorregge”. (M.Morcellini)

Fabrizio

PS: Apriti cielo, si è pronunciata l’Aiap pur se con toni fin troppo soft. Mah.

Colgo l’occasione per ringraziare le decine di giornalisti che NON mi hanno risposto finora. Vi stimo.

1 anno fa 1 nota

Un primo spiraglio.

Adoc boccia il nuovo logo: Offende la tradizione millenaria della città.

Si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel.

Dopo aver raccontato all’Adoc i dettagli che non conoscevano (come ad esempio l’entità del premio o i nomi della commissione, per dirne un paio - materiale cmq tutt’ora reperibile nella sezione “LEGGI LA DOCUMENTAZIONE”) la giornata di domani potrebbe rivelarsi un momento chiave per capire come impostare il ricorso al meglio e - magari - renderlo collettivo proprio tramite loro.

Nel frattempo, qualcun’altro contatti gentilmente l’AIAP che non ho capito per quale diavolo di motivo non si sia ancora pronunciata sull’argomento.

Grazie.

ps: Ha sentito, prof. Morcellini? A quanto pare la “ricca iconografia del capitello” e “l’idea progettuale che lo sorregge” offendono la tradizione millenaria della città.

1 anno fa 1 nota

Lettera aperta alla Commissione

Tutto il tempo libero è andato. Ma la lettera è pronta.
Qui è possibile scaricarla e (con la gratitudine del sottoscritto) inviarla ovunque.
La lettera è gia stata inviata ai diretti interessati e a molti giornalisti on/offline.Inutile dire che non ho altre parole sull’argomento e che conto sul vostro supporto.Nello specifico, vi prego di inviarla ai magazine online che trattano di grafica, ai blog a tema e in qualsiasi altro spazio pubblico o privato dove sia possibile chiedere maggiore visibilità a questa cosa.
Grazie.
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Roma, 26 Settemnbre 2010

C.A.

prof. Mario Morcellini,

prof. Luciano Caglioti,

prof.ssa Paola Panarese,

dott. Mario Defacqz,

dott.ssa Cristina Selloni,

prof. Armando Peres,

On. Giovanni Alemanno

OGGETTO: Lettera aperta alla Commissione del Concorso di idee “Roma in un’immagine

Gentili signori,

scrivo a nome della stragrande maggiornaza degli oltre 1000 partecipanti al concorso in oggetto in seguito alla recente presentazione del vincitore in data 16.09.10 presso il Museo dell’Ara Pacis.

A guidare queste nostre righe è l’estremo disappunto suscitato dalla visione dell’elaborato vincente e dalle parole con cui pubblicamente ne avete motivato la vittoria.

Parlo al plurale poiché in questa lettera aperta - alla quale mi auguro di ricevere presto risposta pubblica - mi faccio portavoce delle centinaia di professionisti, partecipanti e non, riuniti in spazi online creati ad hoc per esprimere a gran voce un dissenso largamente condiviso. Dissenso che deriva da un’attenta valutazione dell’elaborato vincente e dei 70 selezionati per l’esposizione presso il Museo.

Dopo le recenti “occasioni clamorosamente mancate” (mi riferisco con un eufemismo agli episodi relativi ai marchi “Italia Turismo” e “Magic Italy” entrambi al centro di accese polemiche) la comunità nazionale dei designers nutriva grandi aspettative per questo concorso che si presentava come la possibilità di dare alla Capitale un’immagine in linea con gli standard dei più noti City Brands mondiali. Citando dallo stesso materiale di approfondimento fornito dal Comune in allegato al Bando, esempi come New York, Amsterdam, Londra e Barcellona sono la testimonianza della grande considerazione altrove riservata al brand design applicato alle principali metropoli mondiali. Finalmente, si diceva, Roma avrebbe avuto l’occasione di allinearsi a quello che più che un semplice trend è piuttosto una solida strategia di marketing e comunicazione.

L’attesa, durata oltre un’anno, si è però conclusa nel peggiore dei modi poiché quanto appreso dalla comunicazione del vincitore è stato percepito unanimamente come l’ennesimo fallimento.

Occorre in primis andare oltre la legittima indignazione e l’espressione del gusto personale per condurre una lucida analisi della proposta vincitrice sulla base dell’esperienza derivante da una professione, quella appunto del designer, che chi scrive esercita quotidianamente da anni.

È indispensabile riconoscere che l’intero concorso, e le proposte che ne sono conseguite, vanno collocati nell’ambito della progettazione grafica, nello specifico del brand design. Materia, questa, dall’elevata componente tecnica, e giammai nell’ambito grossolanamente e impropriamente definito “creativo”, a voler ammiccare a presunte quanto illegittime parentele con la materia artistica.

Collocare quanto andiamo a contestare nell’ambito giusto ci consente di fare un’analisi che non scivoli continuamente nell’opinabile, che non si nasconda dietro la troppe volte evocata “questione di gusti” bensì proceda punto per punto seguendo unicamente i fin troppo chiari articoli presenti sul Bando.

(Dall’art. 7 del Bando di Concorso)

Il marchio proposto dovrà necessariamente rappresentare l’immagine della Lupa Capitolina, simbolo della fondazione di Roma ed essere accompagnato dall’espressione testuale/logotipo “Roma”.

Una prima obiezione viene mossa proprio in riferimento Lupa Capitolina, la cui presenza era il requisito primario del Concorso. Ci chiediamo come sia possibile che tra le mille e più stilizzazioni pervenute la scelta sia caduta su una versione che nulla mostra dei segni distintivi della Lupa Capitolina, sacrificando tali segni distintivi in favore di una fantomatica “colonna” che domina inspiegabilmente la scena.

Nel rational del vincitore si fa cenno a tale associazione colonna/Lupa motivandola al fine di legare “icasticamente la fase arcaica all’era regia, quella imperiale e quella medievale, sfruttando le immagini simbolo dal potere evocativo, ineludibile e apodittico”.

Centinaia di designers sono qui a chiedersi cosa ci sia di apodittico in una sintesi grafica che rende la Lupa Capitolina irriconoscibile e concentra l’attenzione su una colonna ionica (???) che NULLA ha a che vedere con le fasi arcaica, regia, imperiale e medievale della città, men che meno con il futuro.

Domanda: Prof. Morcellini e colleghi, come mai quest’improvvisa enfasi nel parlare di (cito testualmente) “richiamo alla tradizione classica evidente nella ricca iconografia del capitello”? Cosa ha a che vedere una colonna ionica con un marchio che dovrebbe rappresentare Roma?

Il marchio proposto dovrà avere le seguenti caratteristiche:

  • Distintivo e originale.

    Probabilmente il punto di partenza più difficile per motivare una contestazione. Ad ogni modo mi limiterò a citareuna fotografia visibile nell’account Flickr del Sig. Michele Rallo, comprensiva di indicazioni sul copyright e rintracciabile alla PRIMA PAGINA delle immagini di Google digitando semplicemente le parole “Roma lupa”. Centinaia di partecipanti, in questi giorni, si chiedono se il marchio di una città nota in tutto il mondo possa essere così facilmente riconducibile grazie ad uno scatto di un utente privato immediatamente rintracciabile in rete.

  • Riproducibile e flessibile, mantenendo la sua efficacia espressiva e comunicativa nelle applicazioni su diverse dimensioni, nella riproduzione in positivo e negativo, a colori e in bianco e nero, nell’uso verticale e orizzontale e nelle due come nelle tre dimensioni;

    Qui entriamo nel vivo della contestazione in quanto il parere espresso, oltre all’essere unanimamente condiviso dai partecipanti, è squisitamente tecnico e dunque ampiamente dimostrabile:

    La presenza di sole linee sottili, l’utilizzo di un tratto irregolare non controbilanciato da forme solide e nette, il lettering sgraziato e poco leggibile, le cornici esterne che azzardano un intersezione con la “M” sono TUTTIelementi che rendono assai ardua ogni applicazione.

    In particolare, le caratteristiche elencate sopra impediscono riduzioni significative, rendono illeggibile la versione in negativo e in b/n così come un’adattamento in verticale o ancor meno una versione tridimensionale. La mancanza di riproducibilità è tale da balzare persino agli occhi dei non addetti ai lavori e ogni tentativo di gestione del marchio ne rivela i molteplici punti deboli citati sopra, rendendolo di fatto inutilizzabile.

    Chi scrive chiede a gran voce la pubblicazione del Manuale di utilizzo del logo, richiesto come condizione vincolante alla premiazione. Se su tale manuale questo marchio si rivelasse applicabile già solo negli adattamenti di base (intestati, coordinati etc) centinaia di designers italiani griderebbero al miracolo.

    • Versatile e applicabile in più forme sui principali supporti di comunicazione e nei diversi settori merceologici e prodotti di merchandising tenendo conto dei diversi materiali e tecniche di stampa e riproduzione.

      Direttamente collegata alla riproducibilità in scala, la versatilità risulta compromessa a monte per gli stessi motivi. Questo marchio è stato costruito senza tener minimanente conto delle odierne tecnologie di stampa. Esempi eclatanti sono la serigrafia (la riduzione del marchio da luogo all’amalgamarsi degli inchiostri serigrafici rendendolo illeggibile), l‘incisione e/o stampa punzonata (stesso problema dovuto alle linee estremamente sottili e vicine tra loro, per non parlare della cornice di destra che arriva persino a sovrapporsi alla “M”!), il ricamo(idem).

      Chi scrive, forte di un esperienza pluriennale nell’industria della moda e nel tessile in generale, ci tiene in particolar modo a far notare che la serigrafia ed il ricamo in primis sono trattamenti indispensabili per produrre merchandising di base (t-shirt, cappelli, polo, felpe etc.).

    Sempre all’art. 7 si legge inoltre che

    Particolare valore sarà dato anche all’esplicitazione di molteplici modalità di funzioni e applicazione del marchio, che saranno ritenute parte integrante del progetto stesso. Espressamente si richiede una proposta di applicazione su: carta intestata, prodotti editoriali, magliette, shopper, banner web.”

    Si prosegue in merito agli art. 5 e 6 che cito per rintero

    L’aggiudicazione del premio è subordinata alle verifiche dell’originalità dei lavori presso gli organismi internazionali all’uopo preposti.

    e

    L’autore o gli autori della proposta vincitrice, partecipando al concorso rinunciano ad ogni diritto di utilizzazione sui propri elaborati. La privativa, in caso di vincita, si trasferirà al Comune di Roma, senza che l’autore/i possano avere nulla a che vantare al riguardo a qualsiasi titolo.

    Si rende noto, come gia annunciato dalla stampa, che il logo in questione risulta essere regolarmente depositato dalla titolare di un’agenzia differente da quella annunciata in premiazione. Lungi da me entrare nel merito di questioni legali che verranno risolte in privato tra le parti la domanda che rivolgo alla Commissione è la seguente:Dal momento che la notizia di una presunta attribuzione indebita circola da ben prima della premiazione, non bastava forse questo semplice sospetto a rendere il logo incompatibile con la precisazione del Bando di cui sopra?

    Infine, citando il comunicato stampa con il quale si è annunciata vincitrice la Mediapeople Srl di Torino, emergono dichiarazioni che, lette alla luce di queste obiezioni, risultano a dir poco paradossali:

    Il bando chiedeva di interpretare in chiave contemporanea l’immagine della Lupa Capitolina abbinata all’espressione testuale/logotipo Roma”.

    Domande:

    Dov’è la “chiave contemporanea”? Quale criterio di giudizio ha spinto la Commissione a decretare su 1103 partecipanti una proposta che reca la scritta Roma priva dell’iniziale maiuscola?

    E inoltre:

    La valutazione è stata effettuata in base ai seguenti criteri: innanzitutto i prerequisiti presenti nel bando, poi originalità e riconoscibilità, creatività e attualità stilistica, efficacia del sistema comunicativo, flessibilità e riproducibilità della proposta, idea e rilevanza del progetto.”

    Domanda:

    Se i prerequisiti presenti nel bando risultano clamorosamente ignorati e l’efficacia del sistema comunicativo, flessibilità e riproducibilità della proposta destano i non pochi ragionevoli dubbi sopra esposti, non è forse il progetto totalmente inadatto a vincere una simile competizione?

    Proseguiamo poi con la dichiarazione dello stesso Morcellini, in un testo che avrebbe il compito di motivare la vittoria di Mediapeople Srl

    Ideato nel 2009, il progetto nasce da alcune premesse specifiche: (…) la volontà di rafforzare la visibilità della capitale e la valorizzazione della tradizione storica e culturale della città, con un segno immediato, raffinato e carico di significati.”

    Gentile prof. Morcellini, tra le altre cose, può cortesemente illustrarci i significati di cui sarebbe carico il suddetto “segno”?

    Continuando a leggere il suo intervento ci si trova inoltre basiti alle seguenti parole:

    Il segno individuato come vincitore è stato apprezzato soprattutto per la sua eleganza e l’idea progettuale che lo sorregge”

    Eleganza? Idea progettuale che lo sorregge? Una folta schiera di designers è qui a chiedersi quale sia questa idea progettuale, dal momento che il logo appare privo di ogni equilibrio grafico e sgraziato, dunque certo non elegante. Un’ulteriore appunto: qual’è, secondo lei, in una proposta così strutturata, il segno grafico che la contraddistingue? Qual’è la sintesi a cui il marchio dovrebbe aspirare una volta raggiunta la sua notorietà? Una colonna con una “M” al suo interno, forse?

    Il tutto è arricchito dalla leggerezza del tratto con cui viene restituita l’icona capitolina”

    In altre parole: la leggerezza del tratto che da tutti verrebbe indicata come difetto principale è stata la una qualità che ha contribuito alla vittoria? Quello che lei più avanti definisce “lettering pittorico” è quel genere di errore che i designers imparano in fretta ad evitare: garatteri sgraziati e privi di peso generano inevitabilmente confusione e – di nuovo – scarsa riproducibilità. Per non parlare della scelta cromatica che – sempre stando al suo intervento – darebbe “ulteriore slancio”, come se l’ennesimo utilizzo dei colori “istituzionali” adottati da Roma, dall’impero al Comune di oggi, fossero un elemento di novità.

    Conclusioni:

    In questa lettera si sostiene fermamente che questo marchio, non essendo provvisto dei criteri BASILARI con i quali si progetta un brand, e mancando clamorosamente TUTTI i requisiti di bando NON PUO’ PRESTARSI AI MOLTEPLICI USI CITATI ED E’ DUNQUE INUTILIZZABILE AI FINI DEL CONCORSO.

    Infine, altre perplessità sorgono alla visione dei 70 lavori esposti all’Ara Pacis, la maggior parte dei quali, a detta di tutti i visitatori (non addetti ai lavori inclusi) manca totalmente delle caratteristiche proprie di un brand (su tutti, spiccano proposte imbarazzanti con l’uso della Lupa come elemento FOTOGRAFICO)

    Sorvolando sulle dichiarazioni del Sindaco Alemanno, il quale paragona questo “disegno” ai noti city brand mondiali sostenendo che il primo non avrebbe “nulla da invidiare” ai secondi, ci chiediamo come sia possibile che una giuria composta da stimati accademici possa giungere ad una conclusione così DIAMETRALMENTE OPPOSTA al parere di centinaia e centinaia di professionisti che, di fronte a dei criteri di valutazione INCOMPRENSIBILI hanno scelto di procedere ad un ricorso collettivo con l’obiettivo di fermare questa operazione prima che la città subisca altre beffe.

    Un gran numero di partecipanti chiede con forza delle spiegazioni esaurienti per le tante anomalie. Prima che i cittadini di Roma si rendano conto di aver pagato 40.000 Euro un marchio che non può svolgere le sue funzioni principali.

    Si invita dunque alla Commissione a confutare quanto scritto finora, riconoscendone il valore non di mera teoria bensì di pareri tecnici condivisi da centinaia di professionisti.

    Una Vs celere risposta, che sarà mia cura rendere pubblica come diretta replica a questa lettera, sarà ampiamente apprezzata.

    Cordialmente,

    Fabrizio Verrocchi e i circa 500 membri delle pagine Facebook “Roma in un’immagine – delusi dal risultato” e “Questo logo non rappresenta Roma.”

    logoroma@gmail.com

    logoroma.tumblr.com

    1 anno fa 2 note

    Vedi alla voce “City Brand”.

    “… io credo che guardando gli altri SIMBOLI, purtroppo oggi non sono presenti le slide che potevano in qualche modo fare un confronto, guardando gli altri SIMBOLI che in qualche modo hanno la stessa funzione per le altre capitali, io credo che questo SIMBOLO non solo non abbia nulla da invidiare ma sia uno dei più belli e più competitivi.” (Giovanni Alemanno)

    Ecco le slide, Gianni.


    io credo che questo SIMBOLO non solo non abbia nulla da invidiare ma sia uno dei più belli e più competitivi.

    .

    ..

    Qui, inoltre, i “materiali di approfondimento” allegati dallo stesso Comune di Roma al bando di concorso.

    ne vogliamo parlare?

    1 anno fa 2 note

    “… nel vincitore io vedo con chiarezza sia l’elemento identitario (…) la lupa capitolina, l’immagine di una colonna antica (???), eppure un tratto veramente innovativo, veramente in sintonia con quelli che sono gli stili contemporanei.”

    (Giovanni Alemanno, sindaco di Roma. 16 Settembre 2010)

    Signor Milian, un commento a caldo?


    1 anno fa 2 note

    And the winner is…

    Requisiti (direttamente dal bando di concorso)

    1. distintivo e originale: Il marchio dovrà distinguersi da tutti i marchi commerciali presenti sul mercato;
    2. riproducibile e flessibile, mantenendo la sua efficacia espressiva e comunicativa nelle applicazioni su diverse dimensioni, nella riproduzione in positivo e negativo, a colori e in bianco e nero, nell’uso verticale e orizzontale e nelle due come nelle tre dimensioni;
    3. versatile e applicabile in più forme sui principali supporti di comunicazione e nei diversi settori merceologici e prodotti di merchandising tenendo conto dei diversi materiali e tecniche di stampa e riproduzione. 

    Più che altre città  Roma è un giacimento di significati. Il caleidoscopio della vita urbana presuppone una pratica progettuale continua, per unire tradizione e innovazione. Così punteremo ad individuare un marchio che possa sintetizzare il fascino e il prestigio di Roma. Il segno vincente sarà tale per eleganza e idea progettuale di fondo. Il lavoro della Commissione sarà un’esperienza intellettuale intensa, un viaggio nell’espressività.

    (Dalla dichiarazione del prof. Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze delle Comunicazioni Università La Sapienza di Roma, presidente della commissione)

    Prosegue Morcellini:

    “La proposta è risultata vincente per l’eleganza e l’idea progettuale che la sorregge, la ricca iconografia del capitello e lo slancio della colonna sovrastata dalla leggendaria lupa...”

    Stando ad alcune fonti, nel preciso momento in cui il prof. Morcellini pronunciava queste parole Massimo Vignelli avrebbe avvertito l’improvviso desiderio di tuffarsi dal suo attico a Manhattan.

    1 anno fa 1 nota